Il Divario generazionale e la dimensione locale. Report Territoriale. Focus Latina

Nel 2014 il Club di Latina, in collaborazione con la Fondazione Bruno Visentini, avviò, per la prima volta in Italia, uno studio sul divario generazionale, inteso come il ritardo accumulato dalle nuove generazioni, rispetto alle precedenti, nel raggiungimento della propria indipendenza economica e sociale.

L’obiettivo di quella ricerca, che vide coinvolte tre giovani ricercatrici nel magnifico contesto del castello di Sermoneta, era di definire un nuovo modello di sostenibilità, la cosiddetta “sostenibilità integrata”, che misurasse non solo il tradizionale impatto ambientale delle riforme, ma anche il loro effetto generazionale atteso nel medio-lungo periodo. A partire da una ridefinizione del concetto di benessere, che tenesse maggiormente conto, da un lato, dell’esistente frattura sociale tra le generazioni e, dall’altro, dell’impronta ecologica e del capitale naturale a rischio, è stato così elaborato un nuovo indice sintetico, l’Indice di Divario Generazionale (GDI – Generational Divide Index) originariamente composto da 12 domini e 23 indicatori.

Quasi cinque anni dopo, il percorso di consapevolezza, da parte delle istituzioni e degli stakeholders a livello nazionale e locale, riguardo il ritardo generazionale ha raggiunto i primi importanti risultati. Nel rapporto “Il divario generazionale tra conflitti e solidarietà”, pubblicato dalla Fondazione Bruno Visentini nel marzo del 2017, è stata messa a rilievo la gravità di tale divario non solo per il presente dell’economia italiana, ma anche per il suo futuro e in relazione alle sfide del 2030, definite dall’Agenda delle Nazione Unite.

Il dibattito che ne è derivato ha preso spunto dalla constatazione, evidenziata dal rapporto stesso, che se non si dovesse intraprendere tempestivamente una strategia di contrasto a tale divario, nel 2030 un’intera generazione rischierebbe di assicurarsi una vita autonoma solo quando ultraquarantenne.

L’ultimo Rapporto della Fondazione, intitolato “Il divario generazionale: un patto per l’occupazione dei giovani”, è stato presentato l’11 dicembre 2018 in LUISS ai rappresentanti del Governo, delle forze politiche e delle parti economiche e sociali. Il suddetto Rapporto, partendo dall’elaborazione di un nuovo indice di divario generazionale più sofisticato (il GDI 2.0, composto da 13 domini e 33 indicatori), ha realizzato un’analisi incrociata tra le nuove sfide della digitalizzazione e dell’automazione e il conseguente ruolo delle nuove generazioni nell’economia digitale negli anni a venire.

Mediante la mappatura delle misure generazionali e non generazionali, ma con impatto nella riduzione del divario, introdotte dal legislatore nell’ultimo anno, è stata quindi avanzata una nuova proposta di intervento coordinato e “senza ulteriori oneri per lo Stato” per ridurre tale ritardo, chiamata “Una mano per contare”. Si tratta di un conto individuale per i giovani che prevede la possibilità, nell’arco di vent’anni (tra i 16 e i 34 anni) di acquisire servizi/benefit fiscali/sgravi contributivi per integrare le proprie esperienze di transizione scuola-lavoro, sviluppare la ricerca nelle imprese, l’orientamento e la formazione continua, l’attività imprenditoriale, nonché beneficiare di un sostegno per la questione abitativa e servizi di supporto alle nuove famiglie under35.

In questo contesto, il Rapporto Territoriale della Fondazione “Il divario generazionale e la dimensione locale: Focus Latina” rappresenta la naturale chiusura di un primo ciclo di indagine sugli effetti e sulle sfide che attendono le nuove generazioni. L’obiettivo della ricerca, realizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Latina, è di esaminare le principali barriere ed ostacoli che attendono i giovani pontini nel loro percorso di crescita personale e professionale.

Quali sono i principali fattori che frenano il raggiungimento della maturità economica e sociale dei giovani residenti nella provincia di Latina? Come, inoltre, l’attuale divario generazionale incide nella promozione di uno sviluppo intelligente, sostenibile ed inclusivo di medio-lungo periodo del territorio? Quale futuro, infine, attende una realtà urbana di medie e piccole dimensioni come quella di Latina?

Sono queste le principali tematiche affrontate nel presente Rapporto. Se, da un lato, la capacità attrattiva della città metropolitana di Roma può rappresentare un’opportunità e un potenziale socioeconomico di sviluppo per i centri urbani limitrofi, allo stesso tempo, in mancanza di un’adeguata strategia di sviluppo locale, rischia di alimentare la loro marginalizzazione.

Abstract della ricerca abstract-il-divario-generazionale-e-la-dimensione-locale-focus-latina