NEIRE – New European Industrial Relations

NEIRE – New European Industrial Relations. Mediation system effectiveness for collective organizational conflicts

L’obiettivo generale del Progetto NEIRE sta nel valutare l’efficacia della mediazione come strumento per la risoluzione dei conflitti collettivi di lavoro e per il rafforzamento del dialogo sociale, valutando l’efficacia della mediazione con una doppia prospettiva, strutturale e funzionale.

Questa azione contribuisce:

a)      alla politica della Commissione Europea nel promuovere un dialogo sociale costruttivo;

b)      all’elaborazione delle politiche nazionali in relazione alla prevenzione e alla gestione dei conflitti collettivi di lavoro costosi e in aumento;

c)      alle istituzioni di mediazione a livello europeo e nazionale.[1]

 

Il progetto NEIRE si propone di:

• Migliorare la conoscenza della mediazione come mezzo per la risoluzione dei conflitti nelle questioni collettive del lavoro;

• Scambiare informazioni sull’impatto della mediazione;

• Migliorare la comprensione della mediazione come mezzo per rafforzare il dialogo sociale;

• Aumentare la consapevolezza della mediazione, come mezzo per l’empowerment delle parti sociali, nell’adottare la flexicurity a livello aziendale in grado di adeguare la situazione occupazionale ai cambiamenti e alle sfide del mercato;

• Promuovere l’uso della mediazione come mezzo per trovare misure alternative alla perdita di posti di lavoro, a livello aziendale, e misure creative per adattarsi in tempo di crisi;

• Promuovere la consapevolezza nell’uso della mediazione come strumento per migliorare la capacità di ripresa del mercato del lavoro e il miglioramento della qualità del dialogo sociale;

• Promuovere l’uso della mediazione come mezzo per migliorare il coordinamento delle parti sociali nell’applicazione di nuove politiche occupazionali.

Questo progetto vuole andare a beneficio sia delle istituzioni di mediazione, sia del dialogo sociale nazionale nei seguenti modi:

• Le istituzioni riceveranno informazioni specifiche su come le parti sociali sperimentano la mediazione attraverso i loro punti di forza e di debolezza;

• La diffusione in ambito comunitario della promozione del dialogo sociale e del coinvolgimento, a livello nazionale e locale, delle parti sociali ha il fine di dare alla mediazione un ruolo attivo nel rafforzare il dialogo sociale a tutti i livelli;

• L’uso della mediazione, come mezzo per rafforzare il dialogo sociale, e un meccanismo costruttivo di risoluzione dei conflitti potranno contribuire a far luce su aspetti importanti dello stato attuale, dei punti di forza e delle sfide del dialogo sociale in tutta Europa;

 

La rete di ricerca esistente “New European Industrial Relations” (http://www.dialogueatwork.eu/Home) è impegnata in tre studi in 12 Stati membri:

Studio 1: Analisi socio-politica, istituzionale e legale del sistema di mediazione (secondo le caratteristiche delle relazioni industriali nazionali, la regolamentazione del paese e le caratteristiche del sistema di mediazione);

Studio 2: Analisi comparativa dell’efficacia del sistema di mediazione dal punto di vista degli utenti (livelli di soddisfazione dei datori di lavoro e dei dipendenti);

Studio 3: Analisi comparativa dal punto di vista dei fornitori (esplorando la loro percezione del sistema nel loro paese d’origine, le esperienze e le idee per migliorare l’uso e la qualità del processo di mediazione).


[1] Nel contesto italiano, la definizione che più si avvicina è quella riguardante l’istituto della “precettazione” (legge n. 146/1990) con il quale si può emettere un’ordinanza con cui le parti – al fine di evitare pregiudizio ai cittadini fruitori dei servizi pubblici – trovino una conciliazione al fine di evitare lo sciopero. In questi casi, si può venire a configurare una terza parte che agisce – nella sostanza – come mediatore/conciliatore (Prefetto o Ministro).